“Applecart”, USA, 2015

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Altri titoli: /
Regia
: Dustin Mills
Cast: Joni Durian, Allison Egan, Haley Madison
Genere
: horror, indie, black comedy
Durata: 57′
Produzione: Dustin Mills Productions

Budget: /

Trama: Quattro brevi storie, accomunate dal tema dell’abuso casalingo: 1. un padre che, anziché soddisfare la moglie, preferisce spiare la figlia che si trastulla con un’amica. 2. un vecchio disabile viene assistito da una badante senza scrupoli. 3. una ragazza che si scopre incinta viene punita dal padre troppo religioso. 4. un operaio innamorato di una collega è troppo timido per dichiarsi, finché un giorno ci prova ma subito lei sparisce misteriosamente…

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Ad ogni storia, ci vengono presentati i protagonisti.

Secondo film di Mills che mi capita di vedere senza sapere fosse dello stesso autore di “Her Name was Torment” (che non mi era piaciuto molto). Il regista è uno dei più apprezzati e prolifici, per quanto riguarda il mondo dell’horror underground. Stavolta il suo lavoro si è concentrato su una sorta di parodia delle commedie mute anni ’30, che è al contempo una denuncia al peccaminoso presente della società, così avvezza a tematiche scottanti, da riderci sopra. E infatti il film altro non è che una sorta di black comedy che mostra scene di violenza domestica in modo scherzoso, con una mimica quasi demenziale e risatine posticce.

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“Figlia” si trastulla con la sua migliore ‘amica’.

Everyone wears masks”. Con questa frase che apre il film, Mills da una giustificazione al fatto che non vedremo MAI in volto gli attori, cosa che, se da una parte da un tocco di originalità e necessità cmq di una buona mimica che permetta di rendere chiaro ciò che sta a avvenendo senza alcuna espressione, può benissimo essere stato un semplice espediente per nascondere le scarse doti recitative del cast (composto da nomi sconosciuti). C’è da dire, però, che la cosa funziona e, unita alle risate in stile sitcom anni ’70 che accompagnano situazioni tutt’altro che comiche (stupri, umiliazioni, omicidi), crea un’atmosfera piuttosto grottesca.

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Chi apprezza i corpi imperfetti (io), andrà a nozze.

Il film è composto in gran parte da scene di nudo (talvolta anche di sesso, etero e lesbo), quindi chi cerca tette e culi sarà sicuramente soddisfatto (nonostante i corpi mostrati siano imperfetti e quindi non faranno impazzire chi ama le bellezze più patinate). Meno soddisfatti, invece, saranno coloro che cercano violenza e gore, in quanto la pellicola preferisce soffermarsi maggiormente sulla violenza psicologica (in primis le umiliazioni ai danni dell’anziano infermo), pur mostrando qualche breve scena di lieve impatto.
Devo dire che, contrariamente a molti pareri positivi letti sul web, a me il film non è piaciuto molto. Non apprezzo il genere e avrei preferito qualcosa di più spinto, almeno per quanto riguarda la violenza. C’è da dire che, però, il film scorre via veloce, quindi -nel caso, come a me, non vi piacesse granché- almeno non porta via tanto tempo.

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Per il 75% del film son tutti nudi.

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La violenza è più psicologica, ma anche fisica.

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Giudizio finale: 4.5/10

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