“La tigre del sesso”, Canada, 1977

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Altri titoli: Ilsa, the Tigress of Siberia”, Ilsa die Tigerin“, “Ilsa, la tigresa de Siberia
Regia
: Jean LaFleur
Cast: Dyanne Thorne, Michel-René Labelle, Gilbert Beaumont
Genere
: erotico, azione
Durata: 90′

Trama: Siberia, 1953: durante il regime comunista, Ilsa lavora in un gulag, col duplice compito di sfruttare gli oppositori politici per i lavori forzati e le donne come cavie per pericolosi esperimenti scientifici. Tra i suoi prigionieri, spicca un certo Yakurin, difficile da domare. Alla morte di Stalin, il campio viene chiuso e sia i prigionieri che le guardie riescono a fuggire. Canada, 1977. Yakurin è l’allenatore della nazionale russa di hockey. Recatosi con alcuni giocatori in un bordello, a fine partita, non sa che la proprietaria della casa chiusa è la stessa Ilsa che lo aveva torturato nel gulag sovietico…

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Your body is warm as Mother Russia ♥

Terzo e ultimo film della saga nazisploitation di Ilsa (quarto se si conta anche l’apocrifo “Greta, la donna bestia“, sempre del ’77, in alcuni paesi intitolato “Ilsa – the last warden“), segna il totale abbandono del genere women in prison, optando per un ibrido tra il nazisploitation dei primi film e un action/spy-story di serie B. Se il primo film mancava completamente di una trama, preferendo mostrare una serie di torture ad opera di Ilsa e dei suoi lacché, qui troviamo un tentativo di unire alla violenza e all’erotismo anche una sceneggiatura, seppur non eccelsa. Se, quindi, la prima parte resta fedele agli originali, con un campo di prigionia russo in cui torturare gli infedeli a Stalin, nella seconda parte assisteremo ad un action/crime in cui un ex prigioniero di Ilsa farà di tutto per sfuggire nuovamente ai suoi scagnozzi, con l’aiuto delle squadre speciali russe.

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Una tigre c’è davvero, oltre a Ilsa.

Il primo film fu etichettato come X-Rated dalla MPAA, all’epoca, per cui i due successivi vennero dotati di meno scene splatter e di meno sesso esplicito. Nonostante questo, però, anche questo terzo capitolo della saga è stato giudicato inadatto ai minori in alcuni paesi, tra cui l’Italia. A dire il vero, rispetto a film come “Saw” e “Hostel”, questo è un filmetto per bambini, ma all’epoca sicuramente destava comunque scalpore. Qualche momento gore, in effetti, c’è: una vittima sbranata da una tigre, un uomo a cui viene spappolata la testa da un martello e una gara a braccio di ferro su un tavolo con tanto di motoseghe ai lati, ma la seconda parte del film preferisce optare per una tortura mentale, grazie all’ausilio di un particolare macchinario per il lavaggio del cervello.

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L’immancabile scena della doccia.

Dyanne Thorne, classe 1943, regna sovrana in questa pellicola, tanto per il suo ruolo di tiranna senza cuore, che le riesce bene anche grazie ad una fisionomia da vera ariana e a lineamenti teutonici, quanto per le scene di sesso (sempre insieme a due uomini, in tre scene in totale, a cui si aggiungono altri intermezzi con altri uomini e donne). Dotata di un fisico ineccepibile, c’è da dire che di viso dimostra sicuramente qualche anno in più dei suoi 34, ma resta ad ogni modo una gran bella donna, con un bel fisico e perfetta nella sua parte. Chi cerca un film porno, rimarrà deluso, però, dato che le scene piccanti sono giusto un decimo (anche meno) del totale e durano sempre meno di un minuto.

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Ilsa, Vlad Tepes ti fa un baffo…

Film piuttosto spezzato in due, con una prima parte ambientata in Siberia appartenente senza ombra di dubbio al genere nazisploitation come i primi film e una seconda parte ambientata a Montreal che cerca di scimmiottare le spy story americane, ma senza riuscire a reggere il confronto. Sicuramente una pellicola che si lascia guardare, ma rischia di deludere tanto gli afficionados della violenza più becera quanto chi cerca un film d’azione ben confezionato. A tirar su il morale (e non solo) ci pensano senza dubbio le scenette di sesso, in cui le tettone di Ilsa si dimostrano tutt’altro che timide, ma anche queste sono troppo poche e troppo brevi per soddisfare i più esigenti. Insomma, un’occasione per lo più sprecata, che si lascia guardare ma nulla di più…

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6-8 paia di tette, ma Dyanne Thorne è unica.

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Giusto qualche breve scena splatter…

stelle-2.5

Giudizio finale: 5/10

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