“UP!”, USA, 1976

220px-russmeyerup hagpolynijss012rlrzjreil7ts up1

Titolo italiano:Le deliranti avventure erotiche dell’agente speciale Margò
Regia: Russ Meyer
Cast:  Edward Schaaf, Robert McLane, Elaine Collins, Candy Samples, Raven De La Croix
Genere: Sexploitation, erotico, commedia, thriller
Durata: 80′

Trama: Adolph Schwartz, neo-nazista sosia del celebre Hitler, dopo essersi trastullato con alcune pratiche sadomaso, viene brutalmente assassinato da un misterioso killer. Il giorno successivo, la formosa Margò giunge al paese e, per difendersi da un violentatore, finisce per ucciderlo. Lo sceriffo Homer assiste alla scena e, in cambio di una falsa testimonianza, pretende da lei dei favori sessuali, che portano Margò a diventare la sua donna e lui a trovarle un lavoro alla tavola calda di Alice e Paul…

up-1976-russ-meyer-adolf-schwartz-edward-schaaf

Il sosia (?) sodomita di Adolf Hitler.

Russ Mayer, si sa, è un amante delle tettone. Una volta disse “Dirigo solo film che trattano di tette. Tette ovunque” e questo film ne è la dimostrazione. Uno dei suoi ultimi lavori (penultimo film, a chiudere una carriera iniziata negli anni ’40) è praticamente un elogio al seno abbondante e al sesso visto con passione e leggerezza e racchiude molte delle passioni e dei topoi del regista americano, a partire dall’abbondanza di pin-up maggiorate alla presenza di alcune scene splatter, dal lesbismo allo stupro, passando per alcune citazioni horror (“Psyco” e “Non aprite quella porta“, in primis) e un pungente humour nero. Il sesso è naturalmente il tema principale e risulta evidente già dal titolo originale, “Up!, chiaro riferimento al membro eretto, visibile già nel font della U a forma fallica.

 

003

Il coro greco, narratrice essenziale.

La sceneggiatura è alquanto folle, specie all’inizio, con la scena delle torture sadomaso di Adolph Schwartz, tra frustate e umiliazioni, terminate poi da un vero e proprio amplesso sodomita, fino alla sua morte a causa di un piranha gettato nella sua vasca da bagno. Segue poi un indagine per trovare l’assassino del sosia di Hitler, mascherato da semplice vita quotidiana, tra inseguimenti, servizi alla tavola calda di Alice, sesso nei boschi e stupri. A cercare di mettere un po’ di chiarezza in una trama non sempre comprensibilissima ci pensa il Coro Greco, la nuda Kitten Natividad, in un linguaggio aulico che aiuta ben poco.

up-interior

Una delle tante inquadrature seno-centriche

Il ritmo è piuttosto veloce e, nonostante spesso ci si perda un po’ nel vano tentativo di comprendere la trama insulsa, il film scorre molto veloce, tra un accoppiamento e il successivo, veri e propri cardini della pellicola. Naturalmente, non trattandosi di un film porno, le inquadrature sono sempre in stile vedo-non vedo (o da molto lontano o, al contrario, zoomate su seni e primi piani che non lascino vedere la penetrazione vera e propria), nonostante vengano ripresi più e più volte i folti cespugli delle attrici. Non si può dire manchi nemmeno l’azione, con scazzottate, qualche colpo di pistola e un paio di personaggi colpiti da un’ascia (che, magicamente, si rialzano e continuano a correre come se niente fosse, lol). E, sul finale, per chi è riuscito a seguire abbastanza la trama, arriva anche un mezzo colpo di scena, quando viene rivelata l’identità e il movente del killer.

up

Elaine Collins, Kitten Natividad e Raven De La Croix ♥

Il vero punto forte della pellicola è senza ombra di dubbio la quantità e la qualità di attrici formose da capogiro. Per chi, come me, ama le forme abbondanti e assolutamente naturale, questo film è una vera manna: Raven De La Croix, Kitten Natividad (compagnia di vita di Meyer per ben 15 anni), l’eburnea Elaine Collins (che purtroppo ha soltanto un ruolo marginale, ma è la mia preferita), il cammeo della giunonica Candy Samples (che nasconde il viso con una maschera di latex, ma lascia ben vedere i suoi enormi meloni) e tante altre. Nel film non c’è una sola donna che sia piatta o che compaia vestita per più di 5 minuti. Non si può parlare di vero e proprio maschilismo, però, perché le protagoniste sono tutte donne e gli uomini sono per lo più macchiette negative.

Non si può certo dire che “Up!” sia un capolavoro del cinema internazionale ma, se approcciato con la giusta consapevolezza dello stile e del genere (e della tettomania di Meyer), si rivela una vera e propria ventata d’aria fresca, grazie alla trama a tratti surreale e alla presenza di splendide giunoni in carne (tanta) e ossa (poche), impegnate in una moltitudine di scene erotiche, sempre divertenti e mai volgari. Una vera chicca.

TETTO-4.5

Praticamente un porno soft-core di big naturals.

SANGUE-1

Un paio di colpi di ascia e qualche stupro…

stelle-3.5

Giudizio finale: 7/10

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Azione, commedia, Erotico, Movies, trash, USA e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...