“Dinosaur Island”, USA, 1994

mv5bodg4nmu4n2mtnmvizs00othkltg0ymitm2q5ythhnmqxmtvml2ltywdlxkeyxkfqcgdeqxvynjq2mjq5nzm-_v1_sy1000_cr006711000_al_ senza-titolo-3 senza-titolo-4

Altri titoli: La isla de los dinosaurios” (Spagna), “Το Νησί των Δεινοσαύρων” (Grecia), “Jurashikku amazonesu” (Giappone)
Regia
: Fred Olen Ray, Jim Wynorski
Cast: Ross Hagen, Richard Gabai, Antonia Dorian, Becky LeBeau, Robin Chaney
Genere: avventura
Durata: 85′
Budget: 190.000 $

Trama: Una squadra militare di cinque uomini sta sorvolando l’oceano, quando l’aereo precipita su un’isola apparentemente deserta. Qui i cinque uomini vengono attaccati da un dinosauro, che viene però messo in fuga da una tribù di donne primitive locali. Condotti al villaggio, i soldati vengono scambiati per divinità, a causa del tatuaggio di uno di loro, che compare su un’antica pergamena, e viene chiesto loro di sconfiggere “The Great One”, un grande tirannosauro che incute timore in ogni altra creatura sull’isola.

dinoisly4

L’arrivo dei militari sull’isola.

E’ da quando ero piccolo e vidi “Mia moglie è una bestia” (con Massimo Boldi ed Eva Grimaldi) che ho un debole per i b-movies con le donne primitive, anche se credo di averne visti giusto un paio. Quindi, quando ho trovato per caso questa pellicola, non potevo fare a meno di iniziare la visione. Per quanto sia un tema abusato che non ha mai portato a nulla di sconvolgente, quindi, la combo “isola deserta + dinosauri + ragazze primitive in bikini” mi accende una lampadina che, purtroppo, i due registi sono riusciti a spegnere molto pesantemente. Registi che, secondo imdb, hanno all’attivo più di cento pellicole ciascuno (chi è quel pazzo che darebbe anche un dollaro a gente così? Mah…).

mv5bmtmzmtixmzuzmf5bml5banbnxkftztcwmjexotaynw-_v1_sy1000_cr0015121000_al_

Le prime ragazze avvistate dai nostri.

Gli effetti speciali, purtroppo, ricordano MOLTO da vicino quelli dei primi film sui dinosauri degli anni ’20/’30, con ovvi risultati tragicomici, dal momento che visti quasi un secolo dopo non fanno certo un bell’effetto. Anche se, ammetto, che i dinosauri strappano più di un sorriso, per la loro buffa goffaggine e, nel caso fosse tutto voluto e non solo un problema di low budget, potrebbe anche starci. Ciò su cui proprio non si riesce a transigere, però, è la recitazione penosa delle attrici di sesso femminile, che sembrano dei manichini mono-espressivi. Ok, dei bei manichini (neanche troppo, ahimé), ma del tutto incapaci di mostrare alcun coinvolgimento con quanto avviene sullo schermo.
Altro punto debole della pellicola è il fatto che praticamente tutto è a dir poco inverosimile. Giusto per fare un paio di esempi: i militari (delle vere e proprie macchiette) arrivano su un’isola sconosciuta, incontrano delle donne primitive (solo donne. Come si riproducono?) e queste non solo parlano fluentemente inglese, ma sanno anche leggere; il più nerd dei soldati crea un pesticida mischiando alcuni flaconi; in una scena una specie di t-rex ulula al tramonto (ulula, sì, con la registrazione audio di un lupo!), mentre uno pterodattilo fa il verso di una cornacchia; le ragazze son tutte mediamente fighe e, come se non bastasse, trombano beatamente con gli sfigatissimi naufraghi (ok, questo potrebbe anche essere giustificato dal fatto che sono i primi uomini che vedono e quindi non hanno un metro di paragone, ma certe cose purtroppo accadono solo nei film).

dinosaurisland4a_zps245ad09d

La scena si commenta da sola, ahimé.

Anche il lato erotico, l’unico che in fin dei conti poteva salvare una pellicola simile, lascia alquanto a desiderare. Se è vero che per la maggior parte del tempo sono sempre presenti una manciata di ragazze piuttosto carine in bikini, non è che poi facciano chissà cosa, oltre ad agitare le loro lance e urlare come delle forsennate. Da buon softcore, anche le scene di sesso (tre), durano meno di un minuto ciascuna e lasciano giusto vedere le tettine delle protagoniste, risultando -tra l’altro- molto poco eccitanti, forse a causa della controparte maschile ai limiti del grottesco.

45a84515b66415616864329199eb9e0c_full

La cura con acqua termale e sesso.

Sicuramente nella top3 dei film fatti peggio che abbia mai visto, eppure non mi è dispiaciuto. Come ho letto altrove, è un film consigliato a quelli che adorano i film “So bad it’s good”. Dalla recitazione agli effetti speciali, passando per la trama, non si salva davvero nulla. Ma è tutto talmente goffo e fatto male, da risultare quasi piacevole. Se ci aggiungiamo le belle tettine delle selvagge, poi, basta tirar fuori una confezione di birre e via.

TETTO-2

Qualche tetta qua e là e tre scene softcore.

SANGUE-0.5

Nulla di spaventoso. A parte effetti e recitazione.

stelle-2

Giudizio finale: 4/10

Pubblicato in Avventura, Movies, trash, USA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Pirates II: Stagnetti’s Revenge”, USA, 2008

pirates-ii-stagnettis-revenge-20371 802

Altri titoli: Piratas II: La venganza de Stagnetti” (Venezuela)
Regia
: Joone
Cast: Jesse Jane, Evan Stone, Belladonna, Sasha Grey, Katsuni, Shay Jordan
Genere: porno, avventura
Durata: 138′
ProduzioneDigital Playground
Budget: 8.000.000 $

Trama: 1763. Il capitano Edward Reynolds è fiero della sua vittoria contro il pirata Victor Stagnetti e continua a salpare i mari con la sua ciurma, arricchita da nuove presenze, tra cui Ai Chow, sorella di Wu, e Olivia, cugina di Serena. Quest’ultima è ricercata dal governatore della Giamaica, che vuole impiccarla per il reato di pirateria, così, su richiesta della cugina, la ciurma parte per Kingston. Qui riescono a convincere il governatore a concedere la grazia a Serena, in cambio di una perla azzurra, rubata dai pirati dell’imperatrice Xifeng…

living-room-home-wall-decoration-fabric-poster-beautiful-girls-in-font-b-pirates-b-font-font

Parte del ricco cast femminile…

Ebbene sì. Secondo lungometraggio porno che vedo e che guardo PER la trama e non per le scene di sesso. Consapevole o meno, la Digital Playgrounds è riuscita a creare una saga davvero appassionante, con personaggi carismatici a cui si finisce presto per affezionarsi, un’ambientazione molto piacevole e una trama che non annoia mai. Certo, i richiami alla saga de “I Pirati dei Caraibi” sono fin troppo evidenti, tra pirati, scheletri e mostri marini, ma il film si lascia guardare con piacere.

pirates_ii_stagnettis_revenge

Come da tradizione non mancano le scene lesbo

Il budget è otto volte più grande rispetto al predecessore e questo ha permesso un cast più importante e ricco (Katsuni e Sasha Grey sono dei nomi di prim’ordine), oltre a scenografie davvero ben fatte e un maggior utilizzo della CGI che, tranne in alcuni frangenti (come il verme divora-uomini e le due scene in cui Olivia è ricreata al computer), non è affatto male.

vlcsnap-2009-07-17-15h03m35s68

Gran parte degli effetti sono più che decenti!

Come nel predecessore, il film è ovviamente ricco di scene di sesso (più di una dozzina, tra cui 2-3 scene lesbo), che durano circa 5′ e compaiono dopo circa 10′ di scene “normali”. I produttori probabilmente hanno captato le mie lamentele riguardo la sola presenza di attrici rifattissime nel primo film (Jesse Jane, che resta anche qui l’attrice principale e che ha più scene di sesso di chiunque altro, ne è un chiaro esempio), perché hanno aumentato la percentuale di attrici naturali, anche se queste ultime sono tutte praticamente piatte (ma, si sa, di attrici formose naturali, in quell’ambiente patinato, ce ne sono pochissime). La migliore novità è sicuramente Shay Jordan, americana di origini filippine, con il fisico più naturale di tutte e con un ruolo (quello della sorella di Wu, ninfomane e appiccicosa!) che strapperà più di qualche risata. Molto brava anche Belladonna, che dimostra doti recitative (nelle scene “normali”) piuttosto buone. Come detto per il primo film, a livello fisico a me questo genere di attrici non dice granché ed è proprio questo il motivo per cui praticamente non mi sono mai avvicinato al porno commerciale americano.

semana6peli_frkb

Fortunato il nostro Edward…

Lo ammetto: questa saga mi ha preso molto e ammetto di essere dispiaciuto non sia stato girato un terzo capitolo. Il pavido e maldestro capitano Edward, la sua seconda Jules (segretamente innamorata di lui), il piagnucolone Marco e tutti gli altri personaggi restano sicuramente impressi e bisogna dire che il film ha il suo perché anche privato delle scene porno, tanto che in commercio esiste una versione softcore privata di esse. Non ho visto altri lungometraggi erotici, per cui non posso fare comparazioni, ma sicuramente è un film che va promosso a pieni voti e tiene alta l’asticella del genere. E non solo quella.

TETTO-4.5

Tanto sesso e tante tette, ma rifatte o minuscole.

SANGUE-1

Poco sangue e qualche mostro in CGI.

stelle-3.5

Giudizio finale: 7+/10

Pubblicato in Avventura, Erotico, Movies, USA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Oppai Chanbara”, Giappone, 2008

61htrer2itl chanbara-striptease-80647-poster 18974936_sa

Altri titoli: “Chanbara Striptease” (UK), “Striptease Samurai Squad” (USA)
Regia
: Akira Hirose
Cast: Ruru Anoa, Mina Asa, Yôichi Matsuda
Genere
: fantasy, avventura, ecchi
Durata: 106′
Produzione: /
Budget: /

Trama: Dopo la morte della madre, la ventenne Lily vive con la nonna e si prepara ad essere eletta come successore della letale arte Sayama Hasin-ryu, che si trasmette nei secoli da donna a donna. Durante il rituale di iniziazione, Lily perde i sensi e si risveglia magicamente 300 anni nel passato, in un piccolo villaggio rurale, minacciato dai ninja della perfida Miss Okinu.

chanbara

La protagonista, Lili.

Filmetto samurai-erotico di bassissima lega, brutta copia di “Oneechanbara: the Movie”, con una trama irrisoria e un look che ricorda da vicino una puntata qualsiasi dei vecchi telefilm per ragazzi (alla “Xena” o “Power Rangers”), non fosse per i continui spogliarelli delle due attrici protagoniste. Due, sì, perché il titolo americano è alquanto fuorviante, dato che non esiste nessuna squadra di samurai spogliarelliste, ma sono solo due.

2

L’antagonista, Okinu.

L’attrice protagonista, Ruru Anoa, è un’attrice di J-AV (una pornostar). L’antagonista, che su imdb è Mina Asa (?) e su altri siti la pornostar Ryo Akanishi. Sono abbastanza carine e, ovviamente, disinibite, senza alcun problema a mostrare le tette ad ogni combattimento, cosa abbastanza insensata, dal momento che non viene mai data nessuna spiegazione del motivo per cui questo avvenga. Per essere un adult movie, un soft-porn, bisogna dire che praticamente non si vede quasi nulla, a parte le tette e una breve scena di sesso, da filmetto in seconda serata trasmesso sulle emittenti regionali (quindi non si vede nessun organo genitale, ma solo brevi inquadrature da lontano o dalla vita in su). Pollice verso.

senza-titolo-1

Le fatidiche tette accecanti…

Anche a  livello tecnico, purtroppo, siamo ai livelli della prima stagione dei “Power Rangers”, se non peggio: effetti speciali orribili (fortunatamente limitati a qualche flash luminoso, come quello -inspiegabile- delle tette di Lili) e coreografie degli scontri del tutto prive di senso, con gli avversari che saltellano a destra e a sinistra come gli omini in calzamagia grigia del suddetto telefilm, sferrando colpi che non si avvicinano neanche da lontano alla protagonista. Davvero non ci siamo, ahimé…!

Senza-titolo-3.jpg

…capaci perfino di fermare una spada!!!

In definitiva, l’unico pregio di questo film è il fatto che dura poco. Una trama banale, una recitazione poco incisiva, nessun realismo negli scontri e pochissimi elementi sexy che spingano a guardarlo con interesse. Se aggiungiamo che non si raggiungono nemmeno i livelli di capolavori trash talmente brutti da risultare belli, si capisce come questo film non abbia davvero nessun senso di essere visto. Peccato.

TETTO-2

Quattro tette e una scena soft-porn…

SANGUE-0.5

Praticamente zero sangue né gore.

stelle-1-5

Giudizio generale: 3/10

Pubblicato in Avventura, Erotico, Giappone, Movies, trash | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Her name was Torment”, USA, 2014

torment 540c9308-9ce4-4cfa-88d2-7f3ecdbab37c 71xbxd-pcql-_sy550_

Altri titoli: /
Regia
: Dustin Mills
Cast: Allison Egan, Jackie McKown, Dustin Mills
Genere
: horror, indie, torture-porn
Durata: 50′
Produzione: Dustin Mills Productions
Budget: 500$

Trama: Sono stati ritrovati 27 corpi senza vita, mutilati nei peggiori modi possibili. Una giovane donna è stata catturata, ritenuta colpevole delle torture e degli omicidi, e sta venendo interrogata da uno psichiatra giudiziario, per capire cosa l’ha spinta a tanto.

torment_001

La nostra macellaia di fiducia. Mezzo film torture…

Film horror indipendente girato con soli 500$, con una trama semplicissima e davvero poche novità da offrire. Dustin Mills è un regista underground che sta sfornando molte pellicole indie negli ultimi anni, tra cui “Night of the Tentacles” e “Bath Salt Zombies” (entrambi nel 2013). Per questo film, ha voluto cimentarsi col puro torture-porn, girando un film prevalentemente in bianco nero e con pochissimi dialoghi (le poche parole che si sentono sono le domande dello psichiatra e le risposte della ragazza, visibilmente impaurita). La trama è riassumibile in due righe: la ragazza in questione ha rapito e ucciso quasi una trentina di persone (che secondo lei non erano “persone”). Ciò che vedremo saranno spezzoni di interrogatorio (in cui la ragazza racconta di aver agito su ordine di un’entità superiore chiamata “The Overseer” e degli Angeli), inframmezzati a scene di tortura ai danni di un malcapitato che passava di là. Nient’altro.

vlcsnap-2016-10-20-13h58m54s643

…e mezzo con scene dell’interrogatorio.

Un film di torture, è ovvio, non è niente senza un buon livello di violenza e gore ma, purtroppo, c’è da dire che le torture perpetrate da “Torment” alla vittima di turno non sono poi così sensazionali, nè si può dire che gli effetti di bassa qualità (ma, con 500$ di budget totale, non ci si poteva aspettare nient’altro!) aiutino a rendere il tutto più credibile. In tutto, la ragazza: estrae due denti con una pinza, strappa le unghie (che sono palesemente delle tips applicate sopra le vere unghie, colorate di rosso sangue), buca un timpano con uno stecchino, tira fuori un occhio (legato da un nervo ottico assurdamente lungo) e infine srotola gli intestini. Tutte cose che, ad un neofita faranno sicuramente accapponare la pelle, ma a chi ha visto per lo meno un paio di episodi di “Saw” o “Hostel” passeranno praticamente inosservati.

vlcsnap-2016-10-20-14h02m18s751

Fammi dare un’occhiata da vicino!

A livello di nudità, c’è da dire che (e qui sta l’unica novità di questo film rispetto agli altri esponenti del genere) la protagonista recita per tutto il tempo in mutande (e per un pezzo anche senza), coperta solo da una maschera e (a volte) un grembiule di plastica trasparente. Il punto che sicuramente fa più scalpore per chi è di sani principi è la scena di necrofilia, ma purtroppo è poca cosa anche quella. “Torment” si strofina su un cadavere rinsecchito (ma con un membro ancora piuttosto ben conservato) e si masturba sopra di lui. STOP. Se siete un po’ malati (come me) e apprezzate i corpi imperfetti (Allison Egan ha un corpo normalissimo, nè grasso né esageratamente magro, e i seni un po’ cadenti), la scena potrà anche smuovervi un po’ gli ormoni, ma esclusivamente perché il cadavere è palesemente finto e non c’è nulla di eclatante, se non una donna che si tocca.

her-name-was-torment-2014-movie-dustin-mills-1-450x253

La scena di necrofilia.

Se vi piace il cinema indie horror underground, il torture porn e la necrofilia, questo film potrebbe piacervi, anche se sicuramente avrete già visto di meglio (“Nekromantik” è un cult, per es., ma esistono anche i vari “August Underground”, “Necrophile Passion”, ecc.). Gli effetti e il trucco sono pessimi, l’editing visivo caotico, la recitazione poco incisiva (ma il ragazzo è fatto di acciaio o cosa? non urla mai e sembra non soffrire quasi per nulla) e la colonna sonora -volutamente- disturbante. Certo, c’è sempre da apprezzare un regista prolifico che si mantiene nell’underground, ma a quel punto perché non rischiare di più? Comunque sono previsti ben due sequel, purtroppo.

~ Si ringrazia Horror Pills per aver fornito la pellicola ~

TETTO-3.5

Lei ha le tette fuori per tutto il film…

SANGUE-3.5

E’ un torture porn, ma neanche troppo forte…

stelle-2

Giudizio finale: 4.5/10

Pubblicato in horror, Movies, USA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Paprika”, Italia, 1991

paprikapaprika_dvd_2dpaprika1991_1463228744428

Altri titoli: O Bordel de Paprika (BRA), Kullanmuru (FIN), Паприка (RUS)
Regia: Tinto Brass
Cast: Debora Caprioglio, Stéphane Ferrara, Martine Brochard
Genere
: erotico
Durata: 120′

Trama: Nel 1948, la giovane Mimma viene convinta dal fidanzato Nino a lavorare in una casa di tolleranza per la cosiddetta “quindicina” e raccogliere così i soldi necessari a rilevare l’azienda in cui lavora e poi sposarsi. Qui la ragazza, che assume il soprannome di “Paprika”, scoprirà i piaceri della vita sessuale più libertina e un nuovo amore, nella figura del giovane marinaio Franco. Quando scopre che Nino voleva solo i soldi ed aveva già un’altra donna da anni, essendo ormai schedata come prostituta, Mimma inizia a girare svariate case chiuse, conoscendo una grande varietà di personaggi e vivendo le esperienze più disparate…

gal_1

Il bordello di Madame Colette.

Ispirato al romanzo “Fanny Hill” di John Cleland (che nel 1964 aveva già ispirato “La cugina Fanny” di Russ Meyer), il film vuole essere una sorta di critica alla legge Merlin, che nel ’58 chiuse definitivamente i bordelli italiani, tanto cari a Tinto Brass. Il film, celebrazione del sesso come fonte di gioia e libertà, sarà anche il trampolino di lancio per la giovane attrice veneziana Debora Caprioglio, allora 23enne, dopo alcuni film con il primo fidanzato storico, l’attore e regista tedesco Klaus Kinski.

senza-titolo-2

La visita di Mimma. Scoppia di salute!

Il film pullula di scene di sesso, sia etero sia lesbo (famosa quella con Nina Soldano di “Un posto al sole”), in cui non viene nascosto nessun particolare dei corpi nudi (anche se quasi tutti i membri maschili sono finti) e, quindi, quasi ogni scena mette in bella mostra tette e culi delle ragazze dei bordelli. Non mancano anche alcune scene ai limiti del grottesco, come la scena di sesso col gobbo e il pissing con il principe Ascanio. Nonostante tutto, però, quasi mai le suddette scene risultano realmente eccitanti. Ma di sicuro non può che far piacere vedere con quanta spontaneità la giovane Debora metta in mostrale curve morbide e abbondanti, regalando un’ottima interpretazione del suo personaggio, nonostante doti attoriali non eccelse.

tn_4-300x200

L’immancabile scena del bagno.

Il film si lascia guardare, col suo ritmo gioioso e gli spaccati sulla vita nei bordelli, ma la durata eccessiva (due ore) e una certa ripetitività di fondo iniziano ad annoiare dopo il primo tempo, nonostante la burrosa protagonista riesca a tenere alta l’attenzione. Anche qui, Brass offre un breve cammeo (è il ginecologo che fa abortire Mimma), alquanto evitabile, mentre se la cava già meglio alla regia, con scene pulite e la solita passione per gli specchi e i sederi belli tondi (oltre a concentrarcisi con la cinepresa, saranno in molti i clienti dei bordelli a gridare a gran voce che vogliono il culo). In definitiva un filmetto passabile, che poteva sicuramente essere riassunto in meno di 90′ e risultare più scorrevole, ma è da molti considerato uno dei migliori film del regista italiano.

tetto-4

Tette, culi, pelo e uccelli ogni 5 minuti.

sangue-0-5

Solo una scena di pissing e una morte per droga.

stelle-2.5

Giudizio finale: 5/10

Pubblicato in Erotico, Italia, Movies | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Pirates XXX”, USA, 2005

w37oze6ei8cycxdblewyjwr29bg 8a56b9f0544e1726eef8de5473276682 mv5boduwotuwnjuxm15bml5banbnxkftztcwntk5mdmzmq-_v1_uy268_cr130182268_al_

Altri titoli: Piratas (BRA), Sexy Peirates (GR), Kalóz kalandok (H)
Regia: Joone
Cast: Jesse Jane, Carmen Luvana, Janine Lindemulder, Devon, Teagan Presley, Evan Stone
Genere
: porno, avventura
Durata: 129′

Trama: 1763. I Caraibi sono in mano ai Pirati. Tra questi, uno dei peggiori è sicuramente Stagnetti, che, insieme alla compagna Serena, è alla ricerca dello Scettro degli Inca, un artefatto mistico che dona un potere illimitato al suo possessore. Per rimuoverlo dalla sua posizione sull’Isola Calavera, però, il pirata ha bisogno del pugnale di Ataljuapa, oltre all’aiuto di un discendente della famiglia a cui fu affidato lo scettro. Così rapisce Manuel Valenzuela, mentre naviga tranquillo in luna di miele con la neo-sposa Isabella, e getta quest’ultima in mare. Sarà il capitano Edward, insieme al comandante Jules, a raccoglierla, per poi gettarsi all’inseguimento del temibile pirata, insieme alla sua ciurma.

2005pirates2005_10

I buoni (più Serena)

Film porno che scaricai dieci anni fa, ma che non avevo mai visto per intero, fino a qualche giorno fa, in cui è spuntato fuori non ricordo come. Primo porno con una trama vera e propria che vedo in vita mia, nonché primo porno che guardo PER la storia, saltando praticamente la maggior parte delle scene di sesso (poi spiegherò perché). “Pirates” è stato a lungo il film porno più costoso della storia, con un budget di un milione di $, almeno fino al 2008, in cui è uscito il suo seguito, “Pirates: Stagnetti’s Revenge”, costato ben otto milioni. Si tratta inoltre del primo film uscito in alta definizione (il film è venduto in un’edizione a 3 dischi, di cui uno col film normale, uno col film in HD e uno di contenuti speciali).

pirates

I cattivi (più Serena)

La trama è abbastanza scontata (un capitano alquanto incapace si ritrova, suo malgrado, all’inseguimento di un temibile pirata in cerca del potere assoluto), ma è narrata piuttosto bene e con una buona caratterizzazione dei personaggi, specie se teniamo conto che si tratta di un film porno. Nonostante le due ore di durata, vuoi per gli inframmezzi erotici, vuoi per un certo umorismo di fondo, la pellicola scorre abbastanza veloce, senza annoiare. Buone le musiche, che gli hanno fatto vincere un AVN (Adult Video News) Award per la miglior colonna sonora. “Pirates” ne ha vinti anche altri dieci, ovvero: miglior attrice (Janine Lindemulder), miglior attore (Evan Stone), miglior regista (Joone), miglior attore non protagonista (Tommy Gunn), miglior scena di sesso femminile (Jesse Jane e Janine Lindemulder), migliori effetti speciali (PARLIAMONE!), migliore campagna on-line, miglior video, miglior DVD e miglior produzione in alta definizione.

movie-pirate-porn-460570

Jules e Serena si danno una mano a vicenda.

Il film conta circa una decina di scene di sesso, inframmezzate da scene “normali”, in cui Edward e Jules prima cercano notizie su Stagnetti e poi si lanciano al suo inseguimento, oltre a svariati dialoghi neanche troppo banali. Le attrici donne sono sette: Jules (Jesse Jane), Isabella (Carmen Luvana), Serena (Janine), più tre prostitute in un bordello (Devon, Teagan Presley e Austyn Moore) e un’altra piratessa (Jenaveve Jolie). Si tratta di attrici molto famose nel settore (Jesse Jane è una delle più famose degli ultimi dieci anni, mentre Janine qualcuno di voi se la ricorderà nella copertina dell’album dei Blink182 “Enema of the State” (’99). Non starò qui a disquisire sulla loro abilità recitativa, quindi, sia durante che fuori dalle scene porno (anche perché l’ho trovata molto buona, per essere un film porno. Di certo molto meglio dei vari film Asylum & co., per dire). Ciò che non sopporto, però, è questo standard estetico fatto corpi magrissimi e seni gonfiati di silicone, fin troppo comune nel porno occidentale di alto livello (italiano e americano, per lo meno), che infatti non ho mai seguito. Su sette attrici, SEI hanno le tette evidentemente rifatte (cosa che può piacere come no, -a me fa cagare- ma stona ancor di più se inserita in un contesto storico in cui la chirurgia plastica era lontana almeno 200 anni…). Questo è il motivo principale per cui, come dicevo all’inizio, ho skippato le scene hard per concentrarmi sulla storia. Chi cercasse materiale per il fai-da-te, cmq, sappia che le scene durano circa 2-5 minuti, a cui seguono almeno 10-15 minuti, prima della scena (hard) successiva. Quindi, a meno che non soffrano di eiaculazione precoce, faranno bene a tenere una mano libera per saltare i lunghi dialoghi e le scorribande navali… 😀

pirates-fake.jpg

Lo standard americano è lontano dai miei gusti…

Devo dire che, per essere un film porno, è fatto davvero bene, con un ritmo che non annoia, una trama ben sviluppata e personaggi carismatici, oltre a costumi credibili ed effetti speciali abbastanza squallidi (se paragonati ai film di Hollywood), ma più che decenti (per essere un porno). Certo, devo dire che l’ho trovato davvero poco eccitante, prevalentemente a causa del silicone everywhere, ma è sicuramente una visione consigliata, nonché un innalzamento piuttosto elevato per gli standard del cinema porno.

TETTO-4.5

Vabbè, è un porno… Ma TROPPO silicone!

SANGUE-0.5

Qualche combattimento, ma niente sangue.

stelle-3

Giudizio finale: 6.5/10

Pubblicato in Azione, Erotico, Movies, USA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“3D Naked Ambition”, Hong Kong, 2014

naked_ambition_2_poster cd7c230fc5deb01ff5f7b1be1acef9cf_500x735 ub7yyon3o0nyj8ojgnezkrjfhpa

Altri titoli: Naked Ambition 2, 3D豪情, Sān D Háo Qíng
Regia: Kung-Lok Lee
Cast: Chapman To, Josie Ho, Louis Koo, Sora Aoi, Charlene Choi, Anri Okita, Yui Tatsumi
Genere
: commedia, erotico
Durata: 107′

Trama: Laureato in letteratura, Wyman Chan si guadagna da vivere scrivendo storielle piccanti per la sezione erotica di un giornale, succube della fidanzata, celebre scrittrice di romanzi. Quando la sezione erotica chiude, Chan si ritrova senza lavoro e decide di produrre un film porno (AV) in Giappone insieme agli amici. A seguito delle richieste eccessivamente esigenti, l’attore protagonista si licenzia quasi subito, costringendo Chan a sostituirlo. Inaspettatamente, il film ha subito un successo inaudito, a causa dell’inversione di ruoli (Chan viene praticamente molestato dall’attrice, urlandole di smettere), convincendo l’ex scrittore a continuare la carriera di attore.

6894230153881486407d5b

Chan e amici sbarcano a Tokyo.

Pseudo-seguito di un film omonimo (“Naked Ambition”) del 2003, diretto da Dante Lam (di suo ho visto il pugilistico “Unbeatable”, uscito nel 2013), questa commedia ha il chiaro intento di parodizzare il mondo dei J-AV, i porno giapponesi, accentuandone (ma anche no, a dire il vero) le caratteristiche con risultati alquanto comici. La trama è semplicissima e poco originale: uno scrittore di serie B resta disoccupato e, da buon amante del porno, decide di entrarvi da protagonista, prima come produttore e poi (a suo discapito) da attore.

x1gviwwe9lqcoxqra8mmzifz

Chan viene molestato sul set.

Vero protagonista della pellicola, il mondo del porno giapponese, con attrici sicuramente più generose, rispetto alle loro colleghe cinesi, e situazioni ai limiti del trash, con le classiche ambientazioni viste e riviste (la maestrina a scuola, l’infermiera in ospedale, i cosplay,…), ma rielaborate invertendone i ruoli (anziché essere la donna a venire scopata come un oggetto, è Chan che viene quasi stuprato dalle attrici donne, implorando pietà come solitamente fanno loro). Il risultato è bizzarro, ma divertente, specie per chi sa cogliere l’umorismo di fondo e le varie citazioni (in primis il nome da pornostar scelto da Chan, Mario Ozawa, evidente omaggio alla celebre attrice di AV Maria Ozawa). Tra i vari cammei, compaiono il celebre attore porno Taka Kato, detto “Goldfinger” (già visto in “The 33D Invader”), e Sandra Ng, nel ruolo della prostituta interpretata in “Golden Chicken”, film che la premiò col Golden Horse come miglior attrice protagonista.

20140329113608498

Le varie attrici ♥

Come accade quasi sempre in questo genere di film, a causa della forte censura cinese, le attrici con ruoli hot arrivano tutte dal Giappone (anche se, in questo caso, la cosa ha anche una giustificazione in termini di trama, essendo ambientato in Giappone). I più incalliti riconosceranno sicuramente Sora Aoi e la procace Anri Okita, insieme a Yui Tatsumi, Aso Nozomi e Maiko Yuki, tutte col vero nome e in ruoli poco lontani dalla loro reale professione. Purtroppo le scene di sesso (circa 4 o 5) sono girate in stile comico e quindi non risultano mai realmente eccitanti, nonostante i vari ansimi e i seni in bella mostra.

20150410_anri_okita_asian_hotties_5527f486e26a28-40068327

Anri Okita, la vera perla ♥

In definitiva, si tratta di una commedia senza troppe pretese, rivolta principalmente ad un pubblico asiatico o a chi, per lo meno, conosce certi ambienti (principalmente i porno giapponesi). Gli altri vedranno solo un filmetto che cerca di far ridere senza riuscirci troppo spesso, non cogliendo le varie citazioni e parodie. Peccato Lee non abbia spinto un po’ di più sul versante erotico, scegliendo di mostrare solo qualche tetta (sempre stupende quelle di Anri Okita ♥) ma esagerando con lo stile comico (e annullando, così, l’erotismo).

TETTO-2.5

4 o 5 scene di sesso, ma in salsa comica.

SANGUE

Assolutamente nessun tipo di violenza.

stelle-3

Giudizio finale: 6/10

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento